NO NUCLEARE, Grazie!

Pubblicato: 15 marzo 2011 in Considerazioni Personali, Importanti
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Dopo le vicende tristi accadute in Giappone in questi giorni si parla tanto di nucleare….

Bene senza troppi giri di parole voglio solo riportarvi questa dichiarazione trovata in giro per la rete.

Leggetela e… diciamo NO al Nucleare (che tra l’altro è una fonte in esaurimento) e diciamo SI alle energie RINNOVABILI.

Cari amici, questa mattina sui tutti i mezzi di comunicazione i vari rappresentanti della maggioranza si sono affannati a cercare di sminuire la portata degli eventi del Giappone ed in particolare la fusione di una centrale e la fuga di materiale radioattivo che potrebbe giungere a interessare persino Tokio. Oltre 130.000 persone sono comunque già state evacuate ed intorno alla centrale per decenni credo che queste persone non potranno/vorranno tornare. Molti degli intervistati nelle varie trasmissioni si sono anche affannati a proclamare che un evento simile non si potrebbe manifestare in un mare così piccolo come il Mediterraneo ed in particolare in Italia. Dato che questo è il mio mestiere faccio alcune considerazioni che rendo pubbliche:

1. L’Italia, la Grecia ed altri settori del Mediterraneo costituiscono una delle zone più dinamiche della superficie terrestre e la catena appenninica è sorta ed ha raggiunto la sua elevazione attuale a partire da 4 milioni di anni fa. Prima di questo momento era ubicata sotto il livello del mare. Il sollevamento è accompagnato da attività tettonica e vulcanesimo. Mentre la penisola viene sollevata il mar Tirreno, lo Jonio, il Mar di Sicilia ed il Balearico sprofondano. Questi movimenti, sia di sollevamento che di abbassamento, si accompagnano all’attività sismica. Non esiste una regola certa per stabilire quale sia il massimo terremoto atteso in una data area. In genere si fa riferimento ai terremoti massimi che si sono verificati in tempi storici ma nessuno può garantire che in futuro non si attivino movimenti più intensi di quelli che siamo riusciti a individuare.

2. Il vulcanesimo caratterizza larga parte del versante centro e sud occidentale della penisola e numerose isole. Solo in misura minore il versante sud orientale (M.Vulture). Tutti i settori interessati da vulcanesimo sono soggetti a pericolosità elevate e difficili da prevedere. L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. dovrebbe insegnare. Molto più grave però è stata l’esplosione ed il collasso a cui è andata incontro l’isola vulcanica di Santorini nel 1600 a.C. quando un’onda di maremoto di oltre 10 m di altezza ha sconvolto le coste del Mediterraneo orientale. Un evento analogo non può essere escluso per alcune isole italiane.

3. I maremoti nascono non solo dalle faglie ma anche da frane di grandi dimensioni, anche sottomarine, come quelle che possono attivarsi lungo tutte le scarpate che raccordano le terre emerse ai fondi marini.

4. Il terremoto de L’Aquila ha prodotto i danni che conosciamo con una magnetudo modesta (5.9 Richter) rispetto a quella del Giappone (8,9 Richter). Durante il terremoto si sono prodotti in superficie dei piccoli gradini lungo una faglia (un linea che marca il movimento di un blocco rispetto ad un’altro limitrofo) di ca. 2-3 cm. Nella zona de L’Aquila gli studi sulle faglie attive indicano, per alcune di loro, tassi di movimento fino ad 8 m negli ultimi 10.000 anni. E’ dunque ovvio che quello de L’Aquila è stato un evento minimo rispetto a quelli che potrebbero essere attesi. Ora nessuno sa quando un altro terremoto si verificherà, ma le opere di prevenzione e controllo sinora realizzate sono lontane da quello che sarebbe necessario. Uno dei paesi più distrutti dal terremoto è stato quello di Onna, lontano da vistose faglie che caratterizzano la conca de L’Aquila, perchè intervengono fattori locali difficili da valutare senza indagini adeguate e spesso costose. Il nostro governo ha tagliato i fondi per la ricerca e dunque molte delle indagini che venivano svolte in passato su queste tematiche sono ora ad un punto fermo. L’Università italiana sta ancora attendendo di sapere chi riceverà gli stanziamenti previsti nel 2009 (no comment!).

A fianco di queste evidenti realtà, incluse le recenti conseguenze del terremoto in Giappone, si insiste sulla scelta del nucleare con la scusa che non sapremo far fronte alla richiesta di energia, quando la Germania ha scelto di smantellare il nucleare entro il 2020, che sembra non essere poi tanto lontano. In pratica la Germania, che ha un territorio estremamente stabile da un punto di vista geologico, se comparato a quello italiano, smantellerà le sue centrali quando noi dovremo ancora costruirle. La Germania già oggigiorno risponde alle richieste di energia del paese utilizzando circa il 20% di energie rinnovabili. E’ dunque richiesto un massiccio investimento nelle energie rinnovabili anche in Italia, altro che nucleare!. Il Referendum alle porte ci permetterà di dire NO, UNA VOLTA PER TUTTE (si spera), al NUCLEARE. Purtroppo dobbiamo ricorrere ad un tam-tam dal basso perchè anche la più grande forza di opposizione, tanto per cambiare, è complice di queste scelte insensate e non prende (tanto per cambiare) una decisione netta. Se non vinciamo il referendum ci troveremo tante centrali sotto il nostro culetto, una per regione, e questo non deve accadere, non solo per noi ma per tutti.

Mauro Coltorti

(Professore Ordinario di Geomorfologia – Dipartimento di Scienze della Terra Università di Siena

Fonte: Non è reperibile, io lo letto qui: http://meemi.com/novalis/3801993#discussion #nucleare

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